Il mio Van

o quasi...

Il mio Van (che in realtà non è un van)
Lo so, il titolo può trarre in inganno: non ho un van vero e proprio, ma una semplice auto trasformata in casa su quattro ruote. Un progetto nato dalla voglia di partire, esplorare e dormire dove capita. Con un po’ di ingegno, pazienza e tanta voglia di libertà, ho camperizzato la mia macchina creando uno spazio funzionale e confortevole per viaggiare ovunque, dal Circolo Polare Artico alle coste dell’Atlantico.
In questa pagina racconto le modifiche che ho fatto, le soluzioni che ho trovato strada facendo, e l’evoluzione di questo piccolo grande progetto che mi accompagna da anni nelle mie avventure.
Tutto è iniziato con un metro alla mano e tanta voglia di partire.
 Avevo un’auto, uno spazio da ottimizzare e un sogno da inseguire: 
raggiungere la Norvegia e vivere il viaggio in piena libertà.
Dopo aver preso le misure dell’abitacolo, ho progettato la mia prima “casa su quattro ruote” con un software 3D, cercando di sfruttare ogni centimetro disponibile.
Il tempo era poco: in una settimana ho costruito la prima versione del mio modulo camperizzato. 
Un progetto semplice ma funzionale, con un telaio resistente, tre cassettoni:
- uno per i vestiti 
- uno per il cibo
 - uno per gli utensili da cucina
 e un grande cassetto estraibile che completava il pianale del letto. 
Il letto era lungo solo 1,70 m: abbastanza per dormire con la testa verso il portellone e i piedi che sporgevano tra i sedili anteriori!

Questa prima versione è stata solo l’inizio: col tempo, viaggio dopo viaggio, ho aggiornato e migliorato il progetto. 
Ma tutto è partito da lì, da un’idea semplice costruita con le mie mani e la voglia di esplorare.
Versione 2 — Più comfort, più ingegno, stessa libertà
Dopo il primo viaggio ho capito subito che la mia macchina poteva offrire molto di più. Così, l’anno seguente, ho deciso di rimettere mano a tutto il progetto e trasformare quella che era una soluzione semplice e funzionale in un allestimento decisamente più raffinato.
Ho iniziato ripensando i cassettoni laterali, che ora si aprono con la facilità di una cucina domestica grazie a molle a gas e ammortizzatori in stile “IKEA”, per un’apertura fluida e silenziosa. I cassetti posteriori – quelli dedicati alla cucina, alla dispensa e all’armadio – li ho completamente ricostruiti, questa volta montandoli su guide a ricircolo di sfere per un’apertura robusta, scorrevole e duratura (un bel salto rispetto al legno su legno della prima versione!).
Il modulo cucina è diventato una vera e propria postazione compatta ma completa: al suo interno ho integrato un fornello a gas e un secondo cassetto con tutti gli utensili necessari per cucinare ovunque, in libertà.
Ma la modifica più importante riguarda sicuramente il letto: 
ho progettato un sistema con doghe a scomparsa che mi ha permesso di allungare il pianale fino a 2,10 metri. Dormire comodi, anche in macchina, è tutta un’altra cosa!
Infine, ho installato un sistema per l’acqua, con una tanica da 12 litri collegata a una pompa a immersione. Questo mi permette non solo di lavare piatti e pentole in autonomia, ma anche – quando serve – di farmi una doccia direttamente on the road.
Una versione 2 più evoluta, più comoda e sempre fedele allo spirito con cui tutto è iniziato: viaggiare libero, pronto a fermarmi dove mi porta il cuore (o un bel tramonto).
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